Alessandra Giovannini
Per il 2024 Cso Italy stima un leggero calo delle superfici, come già evidenziato lo scorso anno, (-1% sul 2023), totalizzando circa 4.070 ettari. L’84% degli impianti complessivi è realizzato in coltura protetta, mentre il restante 16% è coltivato in campo aperto; salgono di un punto percentuale le superfici in serra mentre scendono del 6% quelle in pieno campo. In generale Cso Italy conferma quanto registrato negli ultimi anni, ovvero un rafforzamento progressivo della fragolicoltura al Sud del nostro Paese, mentre tende a diminuire nelle aree del Nord.
Bene il Sud
La Basilicata e la Campania avvalorano la loro leadership come primi bacini produttivi e insieme coprono il 52% del totale Italia. In Basilicata, si stima per quest’anno una certa stabilità rispetto alla scorsa campagna, sui circa 1.030 ettari. In Campania sembra invece proseguire il rafforzamento della coltivazione, con un +3% sulla stagione scorsa che porta la fragolicoltura a 1.080 ettari.
La situazione al Nord, -1% in Emilia Romagna
Passando al Nord, Cso Italy stima una flessione delle superfici di tre punti percentuali rispetto alla stagione precedente, con un totale di circa 920 ettari complessivi.
Il calo è abbastanza generalizzato, si rileva un -1% in Emilia Romagna, -3% in Piemonte, -6% in Trentino Alto Adige. Una lieve crescita è stimata solo in Veneto, +2% rispetto al 2023.
In lieve ascesa le regioni del Centro Italia, che riportano un aumento del 2% rispetto alla campagna scorsa, con 500 ettari complessivi coltivati in coltura specializzata.
Il 68% delle famiglie italiane acquista le fragole
Negli ultimi 12 mesi secondo l’osservatorio permanente di Consumer Panel Services GfK, le famiglie italiane che hanno acquistato fragole, passano dal 66 a oltre il 68%.
I comportamenti di acquisto sono per la maggior parte comparabili a quelli di molti altri frutti e si inseriscono in una strategia più ampia degli acquirenti che cercano di mantenere simile l’importo dello scontrino, riducendo le scorte, visti gli aumenti di prezzo. Il tutto si traduce normalmente, soprattutto per i prodotti che rispondono a bisogni primari, a un aumento di frequenza di acquisto, stabile nel tempo, intorno a 7 volte l’anno, aumenta il prezzo pagato ogni volta di quasi il 7% ma si riduce la quantità messa nel carrello di volta in volta. Le famiglie acquistano fragole soprattutto nei supermercati e nei discount, gli ipermercati sono al terzo posto per importanza e convogliano poco oltre il 10% degli acquirenti. Libero servizio, specializzati e mercati che normalmente vendono a prezzi più alti della grande distribuzione vedono contrarre la loro rilevanza. Tra gli acquirenti ci sono famiglie numerose con bambini tra i 6 e i 12 anni. Una bella sorpresa.
I produttori
Claudio Burioli produttore di Cesena, dopo l’alluvione riparte da zero. “L’anno scorso – ci racconta – le fragole non le abbiamo viste, la campagna è stata azzerata, quest’anno speriamo di pesare 70/80 quintali, in genere la produzione per 3.000 metri di terreno e circa 9.500 piantine, era di 100 quintali”. Coltivazione in pieno campo di varietà Brilla, Tea e Aprica. “La partenza sembra buona – continua Burioli – cominceremo la raccolta verso la fine di aprile. Ormai siamo rimasti in pochi a coltivare questo frutto, in Emilia Romagna ci saranno circa 200 ettari, e sono ottimista. Il perché è facile a dirsi: difficoltà nel trovare manodopera, costi alti, nessuna garanzia nel prezzo, aziende vecchie che non hanno voglia e possibilità di investire nelle fragole. Al loro posto, ortaggi e colture da seme”.
Ne sa qualcosa Romano Casotti, sempre di Cesena. Nel 2020 aveva 3 ettari di terreno con 22.000 piantine di fragole, la produzione è stata di 200 quintali. Oggi le piantine sono diventate 10.000 “e speriamo di produrre almeno 100 quintali di fragole – aggiunge -. Iniziamo verso il 20 maggio a raccogliere, ho le varietà medio tardive Sibilla. I costi per mantenerle, produrle e raccoglierle sono troppo alti e così al loro posto, poco alla volta, ho messo cardi, in due ettari, 350 quintali. Le fragole sono come bambini: hanno sempre bisogno di cure e accudimento, i cardi sono ragazzi, con loro vado meglio”.





