Kaki, stagione con il segno meno. In arrivo nuove varietà - Agrimpresaonline Webzine

Kaki, stagione con il segno meno. In arrivo nuove varietà

kaki rosso

Alessandra Giovannini

Stagione produttiva con il segno meno per il Kaki, almeno del 20-30%

Tra le cause l’ampia cascola che ha interessato le piante da metà settembre. “Condizioni climatiche non perfette per il frutto – aggiunge Andrea Grassi, direttore tecnico agronomico Apofruit –, ma favorevoli per la pianta. Le prime piogge e il freddo che è seguito ha favorito la caduta del frutto e, per questo, dovrebbe esserci una pezzatura abbastanza buona”.

Se da una parte il kaki vanta la peculiarità di essere molto resistente a diversi patogeni, dall’altra, invece, è molto sensibile ai problemi meteorologici. Concorda sulla diminuzione ed entra più nei particolari Ugo Palara, responsabile dell’ufficio tecnico di Agrintesa. “Calo di circa il 10% per il Loto di Romagna, il kaki Tipo, più tradizionale e aromatico, a polpa morbida e che si consuma al cucchiaio – dice Palara -. Rispetto allo scorso anno le cadute dei frutti hanno inciso sui numeri. Le superfici in produzione sono stabili, anche se tendenti al calo. Impianti con migliori prestazioni quelli dei kaki Rojo Brillante, a polpa soda, che vedono un aumento di produzione in generale ma che quest’anno faranno un meno 15-20%”. Una varietà che piace sempre di più, soprattutto ai giovani, per il sapore dolce e delicato, per la croccantezza e la praticità di consumo. Conquista nuovi mercati all’estero e la possibilità di tagliarlo a fette, sbucciarlo e mangiarlo senza sporcarsi le mani rappresenta un valore aggiunto.
Ma i problemi comunque ci sono. “Da due anni – aggiunge Palara – anche nel kaki c’è la micosferella, una malattia fungina fogliare importante. Occorre attenzione perché, questa ennesima difficoltà, anche se non farà disastri, potrebbe far perdere prodotto. Gli strumenti per combatterla ci sono ma occorre educare i produttori a stare attenti”.

E ci sono novità in arrivo. “Nuove varietà giungeranno nel mercato emiliano romagnolo – aggiunge Grassi –. Qualcosa che potrà competere con il Rojo Brillante, una varietà in continua evoluzione e dal consumo in aumento per le sue caratteristiche di facile consumo. Gli impianti sono già esistenti, li stiamo testando e tra tre, quattro anni, saremo pronti per la sua commercializzazione”.

I numeri

Nel 2018 in Italia erano coltivati circa 2.500 ettari di terreno (nel 2017, circa 2.400 ettari) per una produzione di circa 50.000 tonnellate (nel 2017, circa 51.900 tonnellate).
Sempre nel 2018 in Emilia Romagna gli alberi di kaki erano distribuiti in circa 1.000 ettari di terreno (nel 2017, 987 ettari) per una produzione di circa 21.000 tonnellate (nel 2017, 22.770 tonnellate).
In provincia di Bologna le piante di kaki occupavano 81ettari di terreno (nel 2017, 80 ettari) per una produzione complessiva di circa 1.900 tonnellate (nel 2017, circa 2.000 tonnellate).
(Fonte Istat)

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