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L’agricoltura conservativa si fa avanti in Emilia Romagna

Maggio 2015

Paolo Mantovi – Centro Ricerche Produzioni Animali Crpa, Reggio Emilia

In occasione della Giornata Mondiale della Terra, lo scorso 22 aprile si è svolta la prima giornata dimostrativa del progetto Life HelpSoil in Emilia Romagna, organizzata dal Crpa. In particolare, si è trattato di una giornata in campo sull’agricoltura conservativa con semina su sodo del mais.

L’agricoltura conservativa, conosciuta anche come “Agricoltura Blu”, si basa sull’insieme di tre pratiche agronomiche fondamentali:

1) alterazione minima del suolo (non lavorazione o minima lavorazione praticate in modo continuativo nel tempo);
2 copertura permanente del terreno (con residui colturali e con cover crops);
3) rotazioni e consociazioni colturali.

HelpSoil è un progetto dimostrativo finanziato nell’ambito del programma Life ambiente dell’Unione europea, che si propone di testare e dimostrare tecniche di agricoltura conservativa abbinate a pratiche innovative di gestione dei terreni agricoli. Il coordinamento del progetto è di Regione Lombardia e vi partecipano anche le regioni Piemonte, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Le azioni progettuali sono applicate in 20 aziende agricole dimostrative tra cui l’azienda Ruozzi di San Martino in Rio (Re) dove si è svolta l’iniziativa del 22 aprile.

Obiettivo delle giornate in campo è quello di dimostrare la sostenibilità delle pratiche di agricoltura conservativa e delle tecniche innovative di gestione dei terreni agricoli, favorendo lo scambio di esperienze e conoscenze tra agricoltori e la sensibilizzazione dei portatori d’interesse e dei cittadini.

Nel corso della giornata in campo presso l’azienda Ruozzi si è assistito alla distribuzione di liquame bovino con un’attrezzatura particolarmente adatta alle condizioni di sodo e cioè una botte con gomme a bassa pressione, e quindi a basso calpestamento, accoppiata ad un attrezzo distributore capace di deporre il liquame in solchetti poco profondi.

In seguito sono state presentate e messe al lavoro, su terreno sodo coperto da un erbaio invernale disseccato (cover crop), due seminatrici adatte alla semina del mais su sodo (Regina di Maschio Gaspardo e SPE 06 VS di Semeato). Il lavoro svolto dalle due seminatrici è stato seguito con particolare attenzione dal pubblico presente, circa 70 persone che hanno potuto verificare la corretta deposizione dei semi e la chiusura dei solchi di semina.

Nel complesso la semina sembra avere avuto un buon esito, ma occorrerà attendere le prossime settimane per verificare i reali investimenti della coltura. Una delle novità sostanziali emerse nel corso dell’incontro è che l’agricoltura conservativa è stata inclusa tra le buone pratiche e tecnologie sostenibili finanziate dal nuovo Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020 dell’Emilia Romagna, che mette al centro la sostenibilità ambientale delle aziende agricole.

In Emilia Romagna è possibile ottenere i finanziamenti se vengono praticate in modo continuativo la semina diretta oppure la lavorazione in bande (strip-till).

Tali pagamenti diretti, per unità di superficie, vanno a compensare i maggiori costi ed i minori guadagni che gli agricoltori possono scontare nel cosiddetto “periodo di transizione” tra il sistema di coltivazione convenzionale, con lavorazioni più o meno profonde del terreno, e quello conservativo.

I benefici ambientali riconosciuti all’agricoltura conservativa infatti sono molteplici e vanno dalla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra allo stoccaggio di carbonio nel suolo, al contenimento della percolazione dei nitrati, alla riduzione dell’erosione, al contenimento del particolato derivante da pratiche agricole e del movimento di particelle da terreni nudi a causa del vento, all’incremento della biodiversità dei suoli, ecc. e il progetto Life HelpSoil ha tra i suoi scopi anche la quantificazione di questi effetti.

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