La corretta alimentazione della mandria alla base di un buon Parmigiano

Marzo 2017

c.f.

PAVULLO – Fattori ambientali, genetica del bestiame, controllo attento di gestione: sono solo alcuni dei fattori che gli allevatori di latte per il Parmigiano Reggiano devono tenere sotto controllo per ottenere buone performance e, naturalmente, fare reddito.

Di questo si è parlato nel corso di un convegno tecnico rivolto agli allevatori e addetti al settore del ‘re dei formaggi’, che si è svolto il 3 marzo scorso a Pavullo nel Frignano. “Produrre latte per il Parmigiano Reggiano” è il titolo dell’incontro in cui sono stati portati a sintesi secoli di tradizione ed evoluzione di un settore di punta dell’agricoltura nazionale, per l’unicità del formaggio che esprime in ambito internazionale. Ad organizzare l’iniziativa (che ha replicato l’evento anche a Parma) è stata Progeo, cooperativa di servizio leader nella produzione di mangimi dedicati a questo comprensorio produttivo.

Il convegno ha preso il via con una relazione incentrata sulla qualità del latte tenuta da Marco Nocetti, responsabile del Servizio tecnico del Consorzio di tutela del Parmigiano Reggiano, che ha parlato dei requisiti organolettici del latte richiesti per la produzione di questo formaggio. “Ricordo – ha detto -, che è vietato l’uso di insilati nell’alimentazione delle bovine ed anche l’impiego di additivi chimici nella lavorazione del latte stesso”. Nocetti ha anche affrontato le novità del disciplinare di produzione, “a partire dall’abolizione dei limiti di quantità degli alimenti ammessi per i bovini, passando poi alle nuove norme che definiscono il rapporto fra materia grassa e caseina e alle implicazioni della refrigerazione del latte, in particolare quello munto con i robot, che sono limitati nell’orario di esercizio per rispettare il capitolato di produzione. Queste disposizioni hanno come obiettivo la tutela dell’originalità qualitativa del formaggio”.

Claudio Vezzani di Progeo ha trattato gli aspetti genetici, gestionali ed alimentari della mandria bovina, in relazione alla salute ed al comfort animale, rapportati anche alle migliori soluzioni tecniche per una valida produttività. A testimonianza di come è possibile raggiungere ottimi risultati sono stati presentati anche casi di eccellenza produttiva, ottenuti da alcuni allevatori della zona.

Infine, il direttore generale di Progeo, Uber Iori, ha illustrato l’impegno dell’azienda rivolto al settore zootecnico, in particolare ha presentato un innovativo sistema di valutazione dell’efficienza di stalla, capace di misurare lo scostamento dei risultati che le diverse stalle ottengono rispetto agli obiettivi attesi, in modo da poterne derivare il beneficio economico conseguente ad azioni mirate al miglioramento. “Abbiamo conseguito ottimi risultati di crescita aziendale nel fatturato e nel numero di clienti del comparto del Parmigiano Reggiano – ha concluso il presidente di Progeo Marco Pirani –, a conferma che questo comparto, pur attraversando momenti difficili, è capace di dare soddisfazioni ai produttori”.

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