La spesa degli italiani è sempre più arcobaleno

Marzo 2017

Alessandra Giovannini

GRANAROLO EMILIA (Bologna) – Ve lo immaginate Bugs Bunny in uno dei suoi cartoni animati mentre mangia una carota gialla, rossa, viola o bianca? Potrebbe accadere presto visto il successo, seppur timido, degli ortaggi colorati

sempre più presenti negli scaffali della grande distribuzione ma, in particolare, nei mercatini a filiera corta. Eppure questo arcobaleno non è una novità.

Rimanendo in tema di carote, ad esempio, il colore originale era tra il porpora e il viola. L’arancione appare solo alla fine del secolo XVIII per merito degli olandesi, che vollero rendere omaggio allo stemma della casa degli Orange. La scelta politica fu apprezzata da tutta Europa. Il nuovo colore era più gradevole per l’occhio e il gusto più dolce e delicato. Effetto vista ma anche cromoterapia.

Le patate blu sono ricchissime di antociani che migliorano la vista, prevengono il deposito di colesterolo sui vasi sanguigni e risultano di grande effetto, se trasformate in un divertente purè blu.

Il pomodorino zebrato è bello per colorare un centrotavola e buono per la salute, grazie al licopene che ha un fortissimo potere antiossidante.
Il pomodoro giallo, dal colore originale scoperto nelle Americhe e apparso in Europa alla fine del ’500, denota un alto contenuto di beta-carotene che previene problemi alla vista, agli occhi e alla pelle.

E poi le patate dalla buccia rossa, quelle viola che presentano un elevato contenuto di sostanza secca, consistenza e granulosità media che le rendono adatte a diversi usi e cotture.

Multicolore è anche il mais, che si può trovare rosso o bianco perla con caratteristiche qualitative superiori per l’ottenimento di farina bianca da polenta. A questi aggiungiamo il peperone nero, la melanzana rossa, la bellissima bietola arcobaleno dalle foglie verdi ma dalle coste rosse, gialle, viola.

“E che dire del cavolfiore arancione, una vera new entry dello scorso anno – racconta Roberto Bortolotti, ortolano di Granarolo Emilia e presente al mercato per conto di Agribologna –. E poi il cavolfiore giallo, ma il suo colore non attira molto e per questo avrà difficoltà ad entrare nel mercato, il cappuccio rosso, presente da tempo ma il cui consumo si è triplicato in questi ultimi due anni, le melanzane striate in espansione, le zucchine gialle nate alla fine degli anni Sessanta. Certo, alcuni di questi sono ortaggi di nicchia, ma la richiesta sta crescendo anche grazie ad un consumatore sempre più disposto a fare nuove esperienze e a chef, più o meno stellati, che li propongono nelle loro ricette”.

Una rinnovata attenzione al benessere, un aumento di vegetariani e vegani che secondo i dati Eurispes rappresentano ormai l’8% dei consumatori italiani e una popolazione impegnata in una dieta o in uno specifico regime alimentare, come invece precisa l’indagine Cso sui consumi di ortofrutta nel 2016. Insomma, piatti più vivaci e sani. Ma c’è chi non si discosta dal presente.

“L’unico vero modo per distinguersi dalla massa – dice Michael Ferri, ortolano imolese – è migliorare per quanto possibile le produzioni tipiche locali, rimanendo nel solco della tradizione”.

A questo punto non possiamo che tener d’occhio i colori degli scaffali.

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