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Non cessa l’allarme lupo

Febbraio 2017

CASTELNOVO NE’ MONTI (Reggio Emilia) – Si è bloccato alla Conferenza Stato-Regioni il “Piano per la conservazione del lupo”, che a gennaio scorso era invece stato approvato dai tecnici della Conferenza stessa.

La specie selvatica, dopo 46 anni di protezione assoluta, è tornata a popolare le nostre montagne, finendo per colpire greggi e mandrie.
Per rispondere alle proteste degli allevatori, la Conferenza Stato-Regioni aveva dato un primo via libera a un piano che prevede fra l’altro un abbattimento controllato fino al 5% degli esemplari presenti sul territorio nazionale. Le associazioni animaliste sono subito insorte, riuscendo nell’intento di bloccare il Piano.

L’Unione Comuni Appennino Reggiano aveva tenuto tempo fa un consiglio aperto in cui gli amministratori hanno sollevato il problema della potenziale pericolosità della specie, che nel comprensorio appenninico ha sviluppato comportamenti che stanno destando allarme sociale. Si tratta di predazioni di cani domestici in prossimità delle abitazioni e di frequenti avvistamenti di lupi anche a distanze ravvicinate dai centri abitati.

“Attenzione a non alimentare la confidenza del lupo verso l’uomo”, ha avvisato gli amministratori sulle criticità legate alla presenza del canide nel territorio Willy Reggioni, coordinatore Wolf Appennine Center (Wac), Centro di riferimento interregionale per la gestione del lupo che fa capo al Parco nazionale Appennino. L’opinione diffusa che si tratti anche di soggetti ibridi, viene confermata da analisi genetiche, secondo Reggioni, condotte presso l’Istituto superiore di protezione e ricerca ambientale. Sulla conflittualità e avvicinamento alle abitazioni, occorre invece evitare certi comportamenti umani che favoriscono facile accesso a risorse alimentari, particolarmente gradite dal lupo.

“È vitale mantenere la distanza tra noi e il lupo, quella diffidenza che la famiglia trasmette alla prole insieme a tutte le altre ‘istruzioni’ per la sopravvivenza e che almeno negli ultimi duecento anni ha portato a zero gli episodi di aggressione verso di noi”. Dobbiamo evitare di avvicinarli, invece si osservano situazioni in cui persone alimentano i lupi, a volte direttamente, a volte lasciando cibo incustodito.

Anche la pratica dei cani alla catena di notte senza sorveglianza o senza alcuna forma di protezione, è assolutamente da evitare.

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