Parmigiano, Cervi: “Ai produttori il governo della commercializzazione”

parmigiano

Luca Soliani

REGGIO EMILIA – “Le quotazioni del Parmigiano Reggiano sono in costante calo da mesi: i produttori sono molto preoccupati. Servono soluzioni concrete per evitare il far west”. Parole di Antenore Cervi, presidente Cia Reggio Emilia, che analizza la problematica situazione e mette sul tavolo le possibili soluzioni.“Il Parmigiano Reggiano è stato uno dei settori che ha più recepito gli strumenti sul piano di sviluppo rurale – spiega –. Questo ha significato la realizzazione di investimenti importanti che sono andati a migliorare il benessere animale, la sicurezza alimentare e lavorativa, l’utilizzo di tecniche innovative”. Tutto questo ha anche portato “a un aumento della capacità produttiva. La media annuale, fino a settembre, si attestava sotto l’1%. L’anno si è concluso con un incremento dell’1,5%, visto negli ultimi mesi è stato superato il 4%. Trend confermato anche a gennaio”.

L’aumento rischia, però, ora di creare “anche pesanti problemi. Le quotazioni fino all’autunno erano buone. Ma negli ultimi mesi abbiamo assistito a un costante calo che prosegue anche oggi. Tanto che i produttori chiedono una netta presa di posizione del Consorzio. Ora è necessario gestire la produzione. Stiamo parlando del migliore formaggio al mondo, ma non prescinde dalle dinamiche di mercato. È fondamentale capire se la produzione ha trovato adeguati sbocchi di mercato. Ritengo che gli aumenti non abbiano ancora trovato la domanda sufficiente. Il Consorzio deve rivedere (in contenimento) le scelte fatte sulla programmazione, effettuare maggiori controlli sulle giacenze e verificare l’efficacia della campagna di comunicazione visto l’alto budget impiegato”.

Non è tutto: “Ancora oggi la commercializzazione arriva al consumatore attraverso il cosiddetto ‘collo di bottiglia’ tra gli oltre 300 caseifici e una decina di commercianti. È evidente che le dinamiche possono essere esposte a importanti speculazioni…”.

Per questo, Cervi sostiene che proprio i produttori devono puntare “a governare la commercializzazione del prodotto fino al consumatore. In tal senso, possono essere di vitale importanza strumenti come le Op che hanno la capacità di imporre regole e mettere in equilibrio domanda e offerta. Purtroppo, la risalita non avrà tempi brevi, ma rimanere inermi significa correre il rischio di arrivare a un far west che porterebbe a una inevitabile selezione tra le aziende”.

Agrimpresa online - Registrazione: tribunale di Bologna n. 6773 del 2 marzo 1998 - email: agrimpresa@cia.it - tel. 0516314340
Direttore responsabile: Claudio Ferri - Presidente: Cristiano Fini - Editore: Agricoltura è vita scarl
via Bigari 5/2 - 40128 - Bologna - P.iva 01818021204

WhatsApp chat
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: