Piccoli invasi per alimentare i prati stabili per il Parmigiano Reggiano - Agrimpresaonline Webzine

Piccoli invasi per alimentare i prati stabili per il Parmigiano Reggiano

Ottobre 2016

BARCO di BIBBIANO (Reggio Emilia) – C’è l’ok anche del Ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti: si può riaprire il percorso per dare acqua alla val d’Enza che in regione è l’area con il maggiore deficit idrico, la risposta non sarà più nel recupero di cave – che non ci sono causa la crisi delle costruzioni edili – come prevedeva il Piano territoriale della Provincia di Reggio del 2010, ma si punterà su piccoli invasi, prevalentemente in area appenninica.

Questo si propone ora per cogliere nuove opportunità che si stanno presentando, per dare una risposta al deficit idrico in val d’Enza, garantendo all’agricoltura che ha dato origine ad un grande prodotto come il Parmigiano Reggiano ed a tutte le attività ed ai cittadini della valle, un rifornimento idrico costante e di qualità.

È la sintesi di quanto detto al convegno tenuto a Barco di Bibbiano “Acqua in val d’Enza. Quali risposte al fabbisogno idrico?”, organizzato dal coordinamento Agrinsieme (Cia, Confagricoltura, Copagri, Aci agroalimentare) con il Comune di Bibbiano e l’Unione della Val d’Enza, che ha visto la presenza alla splendida Corte Bebbi del Ministro dell’Ambiente. Le nuove opportunità nascono soprattutto dal rifinanziamento del Piano irriguo nazionale, dopo un blocco dei lavori durato diversi anni, che ora ha una dotazione di 300 milioni.

Di fronte a queste possibilità, le organizzazioni che formano Agrinsieme, in accordo con gli Enti locali della valle, hanno pensato di cercare in modo condiviso di riavviare un discorso sul rifornimento idrico.

Hanno quindi tralasciato il discorso Diga di Vetto, considerandolo non fattibile oggi per i costi troppo alti, per concentrare i ragionamenti su strutture di dimensioni minori.
Superata, quindi, la fattibilità delle proposte messe in cantiere dalla Provincia qualche anno fa, quando si stabilì di fare ricorso al recupero di cave dismesse come bacini idrici, l’altra ipotesi che prende corpo è quello di realizzare piccoli invasi a monte dei corsi d’acqua, per garantire acqua all’agricoltura ma anche per garantire il deflusso minimo vitale dei nostri torrenti, notoriamente ridotti ai minimi termini nel periodo estivo.

Aperto da un saluto dell’assessore regionale Agricoltura Simona Caselli, quindi dal Sindaco di Bibbiano Andrea Carletti e dalla relazione di Antenore Cervi, coordinatore di Agrinsieme, il convegno ha visto poi intervenire il professore Alberto Montanari di Unibo, estensore dei dati tecnici del Piano acque regionale, Franco Zambelli Commissario della bonifica Emilia Centrale, Giammaria Manghi presidente della Provincia di Reggio.

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