Pomodoro da industria, in Romagna campagna “concentrata” - Agrimpresaonline Webzine

Pomodoro da industria, in Romagna campagna “concentrata”

pomodoro da industria

Emer Sani

Conferimenti del prodotto in 40 giorni anzichè 60

RAVENNA – Clima tropicale e difficoltà logistiche legate al Covid hanno condizionato la campagna del pomodoro da industria 2020. Qualche giorno di pioggia a inizio agosto e altissime temperature hanno causato una rapidissima maturazione dei pomodori nei campi facendo saltare ogni programmazione: l’usuale consegna scalare dei pomodori che si svolge nell’arco di 60 giorni si è concentrata in poco più di 40 giorni.

“Ci sono stati dei problemi di maturazione, e la campagna è terminata alcuni giorni prima rispetto alla media degli altri anni”, spiega Samuele, dell’azienda agricola ravennate, Ravaioli Gabriele, Ridolfi Saura e Figli. “Il fenomeno della maturazione anticipata è stato abbastanza vasto, tra il 10 e il 25 agosto si sono concentrati i maggiori problemi – prosegue -, le industrie non riuscivano a trasformare il pomodoro maturo con la stessa velocità, sono tarate per una certa quantità al giorno, il prodotto pronto invece era molto in più. Mancavano le consegne, di conseguenza dove si è tardato ad entrare in campo, il prodotto è andato oltre la maturazione cadendo a terra non riuscendo più a raccoglierlo con le macchine”.

Una situazione che si è tradotta in una perdita di prodotto, “possiamo dire che negli ettari colpiti dalla problematica sicuramente c’è stato un danno tra il 10 e il 15 per cento”.

C’è comunque soddisfazione per la produzione. “La nostra all’incirca è stata di poco inferiore agli 800 quintali ad ettaro, più alta rispetto all’ultimo anno, quando è stata sotto i 700 quintali. La qualità è mediamente buona, quindi, tutto sommato, la campagna 2020 possiamo considerarla positiva”.

Capitolo prezzi. “Sono stabiliti nei contrattati, per noi sono bassi – conclude Samuele Ravaioli. Anche se quest’anno la Pvl è eccezionalmente soddisfacente, non lo è nella media considerando gli altri anni”. Si parla di 87 euro a tonnellata, 0.087 al chilo. “Se consideriamo che i costi di produzione arrivano anche a 6mila euro per ettaro, capiamo che il margine è ridotto, non è particolarmente remunerativo”.

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