Promozioni della pera Igp in Francia tra gli obiettivi di Origine Group

Settembre 2016

Claudio Ferri

CESENA – Archiviata come ‘discreta’ l’annata 2015/2016, dopo un anno di attività Origine Group fa un primo bilancio dell’annata pericola che sta per concludersi.

Il consorzio, che raggruppa nove fra le aziende leader in Europa nella produzione e nella commercializzazione di prodotti freschi, punta su innovazione e nuove varietà per conquistare nuovi mercati.
Origine aggrega il prodotto pera sotto il marchio Pera Italia e il kiwi con il brand Sweeki e nel primo anno di attività il consorzio ha gestito un volume di 220 mila tonnellate di prodotto, 85 mila tonnellate di pere e 135 mila tonnellate di kiwi.
La produzione è gestita dai singoli soci, ma tutto fa capo all’impresa aderente al gruppo, con vantaggi nella commercializzazione – che avviene in maniera aggregata – di referenze che prendono la destinazione di Oltremare e per l’estero in Europa.

“La raccolta delle pere è ormai nella fase conclusiva – ricorda Ilenio Bastoni, presidente di Origine Group – e avremo un calo produttivo rispetto allo scorso anno di circa il 10%.
Il conferimento non è ancora concluso, ma la stagione è stata favorevole e ne hanno beneficiato, qualità del prodotto dal punto di vista organolettico ed anche la pezzatura, che è nettamente superiore ai calibri della scorsa annata. Le condizioni climatiche sono state migliori rispetto al 2015 – osserva ancora Bastoni – una situazione che dovrebbe favorire la buona conservabilità della frutta. Di conseguenza, ci sono buoni presupposti per una discreta commercializzazione della frutta”.

Anche il mercato sembra dare soddisfazione. “Le quotazioni delle pere estive sono state buone – rileva ancora il presidente di Origine Group – e auspichiamo che ci siano buone performance anche per il prodotto invernale”.

Origine Group rappresenta, in termini di mercato delle pere, attorno al 15% dei volumi complessivi. “L’obiettivo del nostro consorzio – aggiunge – è quello di valorizzare la qualità e ampliare i nostri mercati di riferimento. In proposito, a partire dall’autunno porteremo avanti una promozione della pera abate Igp nel mercato francese e lo faremo con alcune catene commerciali della Gdo. Quello della Francia è un mercato dove i consumatori sono abbastanza attenti ai marchi di tutela. In Spagna invece andremo a valorizzare il kiwi, non solo il verde ma anche il giallo”. La vera sfida per il futuro è tuttavia il mercato asiatico. “Auspichiamo che si creino le condizioni per esportare la pera italiana in Cina e Taiwan, ma anche Oltreoceano e nel Nord Africa. Tuttavia ci sono ostacoli di natura commerciale e barriere fitosanitarie che rallentano questo processo”.

Infine, l’innovazione varietale rientra nelle priorità di Origine Group.
“Stiamo valutando alcune nuove varietà di pera – conclude Bastoni – con l’intento di ampliare una gamma capace di soddisfare il maggior numero di consumatori”.

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