Riforma Pac 2015 e pagamenti - Agrimpresaonline Webzine

Riforma Pac 2015 e pagamenti

Agosto 2014

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha incontrato gli assessori all’Agricoltura delle Regioni italiane, per definire l’attuazione nel nostro Paese della Politica agricola comune 2014-2020, che vale 52 miliardi di euro.

A seguito della riunione è stato raggiunto un accordo sul testo base del Ministero, assumendo le modifiche unitarie proposte dalle Regioni, che hanno portato alla definizione dell’intesa complessiva sul nuovo sistema di pagamenti diretti. Le scelte sono state fatte, nonostante la riduzione delle risorse rispetto alla precedente programmazione 2007-2013, privilegiando un criterio di equità, rispettando l’equilibrio territoriale, sintetizzando le numerose istanze provenienti dai diversi settori e rafforzando gli ambiti strategici dell’agricoltura italiana.

Le principali decisioni assunte hanno riguardato: la ripartizione degli aiuti accoppiati, per i quali è stata fissata una quota all’11%, pari a oltre 426 milioni di euro, lasciando il 4% delle risorse al pagamento di base. I settori sui quali sono state concentrate le risorse sono: zootecnia da carne e da latte, piano proteico e seminativi (riso, grano duro, barbabietola e pomodoro da industria), olivicoltura; per incentivare il lavoro giovanile, è prevista la maggiorazione degli aiuti diretti nella misura del 25% per i primi 5 anni di attività per le aziende condotte da under 40; i soggetti beneficiari della Pac, con allargamento della “black list” ed esclusione dai contributi delle banche, società finanziarie, assicurative e immobiliari.

Si è deciso di applicare una riduzione del 50% dei pagamenti diretti sulla parte eccedente i 150.000 euro del pagamento di base e del 100% per la parte eccedente i 500.000 euro. In tale ambito è stato valorizzato al massimo il lavoro in quanto dal taglio saranno esclusi i costi relativi alla manodopera, salari stipendi, contributi versati a qualsiasi titolo per l’esercizio dell’attività agricola; la definizione della figura dell’agricoltore attivo; la convergenza, dove si è scelto di considerare l’Italia come Regione unica; le misure di sostegno per le aree svantaggiate e di montagna, per le quali è stata individuata una diversificazione delle condizioni per essere considerati agricoltori attivi e un premio differenziato per il latte di montagna.

Si è deciso, inoltre, di intervenire in maniera integrata con altri strumenti quali i programmi di sviluppo rurale e l’Ocm ortofrutta attivando una misura a favore del pomodoro da industria e una misura in favore della meccanizzazione nelle aree rurali.

Da quanto esposto risulta quindi chiara la complessità della Riforma della Pac, come possa variare anche l’entità del contributo a seconda delle scelte aziendali (aiuto giovani, accoppiato, greening,..) e sul come ovviamente tali orientamenti debbano essere maturati prima delle semine autunnali. Allo scopo quindi di dare il massimo supporto agli agricoltori, già dal mese di settembre e/o non appena saranno state assunte tutte le decisioni al riguardo, i tecnici della Cia saranno a disposizione degli associati per potere valutare assieme le decisioni aziendali in merito alla Pac.

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