Sergio Capri, ultimo pastore di pianura

Novembre 2013

Luna Beggi

VOLTA RENO DI ARGELATO (Bologna) – “Sono innamorato di questo lavoro!”, e mentre lo dice gli brillano gli occhi. È Sergio Capri, 70 anni e una vita dedicata alla pastorizia.

Oltre alla passione che mette in ciò che fa, quel che rende la storia di Sergio così interessante è il fatto che è ormai uno degli ultimissimi pastori di pianura. La sua famiglia, originaria di Cerelio, si spostava tutti gli anni sulle rotte della transumanza, finché nel dopoguerra ha deciso di fermarsi in pianura. Così negli anni ’50, mentre le pecore pascolavano ai prati di Caprara, dove oggi c’è la città, Sergio e i suoi 10 fratelli e sorelle giravano in bicicletta per Bologna a consegnare ricotte fresche a chi le ordinava.

Ormai da oltre 40 anni Sergio vive nelle bucoliche campagne di Volta Reno di Argelato, in una cascina all’interno della tenuta dei nobili Talon, con i quali ha da sempre ottimi rapporti di rispetto e amicizia reciproci, rinsaldati di tanto in tanto da un bel pranzo in campagna.

La sua giornata si svolge regolare, con la mattinata dedicata alla mungitura (a mano!), alla trasformazione del latte, effettuata direttamente in azienda per un totale di 5 o 6 forme al giorno, e a piccole commissioni quotidiane. Nel pomeriggio porta al pascolo il suo gregge di 60 capi di razza massese, in un pezzetto di terreno (12 ettari) che gli ha affittato il demanio. Assieme a lui i suoi tre cani lupo belgi.

Sono due gli elementi che contraddistinguono l’attività di Sergio: da un lato l’esperienza maturata in tanti anni, portando avanti saperi e tradizioni familiari antichissime; dall’altro l’attenzione per il benessere degli animali e più in generale per la qualità del prodotto. È per questo che Sergio mantiene stretti rapporti con pastori e associazioni di varie parti d’Italia, con particolare riferimento alla Toscana, regione dove la pastorizia ha un notevole valore culturale.
Un aspetto molto importante per una pastorizia di qualità è legato all’alimentazione: un pascolo sano garantisce agli animali salute, benessere, buoni quantitativi di latte e un veloce recupero dai parti. Ecco perché le sue pecore sono nutrite esclusivamente a erba, mais macinato e medica.
Proprio per questo, per salvaguardare e promuovere le attività di pastorizia, ciò che dovrebbero fare gli enti locali non riguarda la concessione di contributi economici, quanto piuttosto la messa a disposizione di terreni incontaminati.

Oggi la pastorizia, da sempre attività caratterizzata dalla vita solitaria, si è fatta sempre più impegnativa per una serie di motivi: dalla frequenza crescente dei furti, alla difficoltà di dialogo con il mondo ambientalista, alla convivenza con i cittadini che si trasferiscono nel vicinato senza conoscere e rispettare ritmi e rituali della vita di campagna.

Nonostante tutto ciò, per libertà, quiete e contatto con la natura e gli animali, Sergio è convinto che il suo sia il miglior mestiere possibile.

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