Soddisfazione per la messa al bando dell’olio di palma - Agrimpresaonline Webzine

Soddisfazione per la messa al bando dell’olio di palma

Giugno 2016

Prima il parere negativo contenuto nel dossier dell’Efsa (Autorità per la sicurezza alimentare) sull’utilizzo dell’olio di palma, accusato di contenere sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene, poi la decisione delle aziende italiane aderenti all’Aidepi (Associazione Industriali della pasta e del dolce italiani) di fare dietro-front e rinunciare all’utilizzo degli olii tropicali, a tutela della salute dei consumatori.

Grande soddisfazione da parte di Cia Ferrara per questo no generalizzato e sempre più diffuso all’utilizzo dell’olio di palma nei prodotti alimentari di largo consumo, a partire dai prodotti dolciari, le ben note “merendine”, ampiamente consumate dai più piccoli.

La nostra associazione – spiega Massimo Piva, vicepresidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara – è stata l’unica a prendere una posizione netta nei confronti dell’utilizzo eccessivo dell’olio di palma da parte dell’industria alimentare, a discapito degli olii vegetali italiani. Nei mesi scorsi abbiamo promosso la campagna “All’olio di Palma preferisco i girasoli” proprio per sollecitare l’opinione pubblica sui danni provocati da questo olio che, come sembra confermato dall’Efsa proprio in questi giorni, contiene dei contaminanti da processo a base di glicerolo che possono provocare problemi alla salute per il consumatori di tutte le fasce di età, in particolare quella giovanile.
Attraverso la campagna abbiamo, inoltre, promosso l’utilizzo di olii vegetali no Ogm di qualità come quello di girasole e di mais che fanno bene all’agricoltura e al reddito degli agricoltori, alle imprese che immettono sul mercato prodotti più sani e naturalmente al consumatore. Siamo davvero soddisfatti del cambiamento di rotta delle aziende dell’Aidepi – che nel 2015 avevano addirittura promosso una campagna a favore dell’olio di palma – e di importanti catene della Gdo come Coop che ha deciso di eliminare dalla sua linea a marchio gli olii tropicali, favorendo l’introduzione di olio di oliva e altri olii monoseme.

Ma, anche se il clima sta decisamente mutando in maniera positiva, occorre continuare a chiedere a tutte le aziende alimentari di scegliere, ogni giorno, la nostra agricoltura e i nostri olii vegetali privi di Ogm.
L’unica vera garanzia per la filiera alimentare – conclude Massimo Piva – è, infatti, una produzione agricola sostenibile e di qualità che tutela la salute del consumatore e dell’ambiente”.

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