Sul mercato solo carote fresche e non frigo-conservate - Agrimpresaonline Webzine

Sul mercato solo carote fresche e non frigo-conservate

carote

di Erika Angelini

È la peculiarità del Gruppo Mazzoni che coltiva oltre 250 ettari di carota e ne commercializza 17.000 tonnellate

TRESIGNANA (FE) – Sono poche, ma fondamentali, le “regole” per generare reddito dalla produzione della carota. Ce le spiega Sergio Trevisan, direttore commerciale del Gruppo Mazzoni, che da 60 anni produce, trasforma e commercializza frutta e orticole, dal vivaio al prodotto fresco e surgelato.“Abbiamo iniziato a produrre orticole alla fine degli anni ’80, ampliando gradualmente la gamma e adesso coltiviamo, e commercializziamo, oltre 1.000 ettari tra carote, pomodoro da industria, patate e altri prodotti sui terreni sabbiosi drenanti a ridosso del litorale ferrarese. Abbiamo scelto di coltivare anche la carota perché è un prodotto richiesto dalla grande distribuzione, che fa volumi interessanti e si può produrre tutto l’anno.

Attualmente, ne coltiviamo circa 250 ettari e ne commercializziamo 17.000mila ton., il 40% dei quali è destinato all’export e il resto al mercato interno, alle grandi catene della distribuzione. Oltre a queste, si aggiungono 3.000 ton. di carote biologiche commercializzate in tutta Europa. Per avere una carota fresca e di qualità, ci sono alcune azioni che abbiamo messo a punto e che ci premiano a livello produttivo e commerciale. Innanzitutto, riusciamo a rifornire costantemente i nostri clienti perché lavoriamo, anche in inverno, utilizzando il tessuto-non tessuto, seminiamo varietà resistenti e anche il clima temperato “marino” ci premia.

Per garantire la qualità del prodotto facciamo una rotazione colturale quadriennale e programmiamo le attività colturali in funzione della richiesta della distribuzione.
Questo ci consente di fornire sempre un prodotto fresco e mai frigo-conservato. Inoltre, produciamo in base ai capitolati dei più grandi attori della Gdo, utilizzando solitamente il disciplinare più restrittivo, anche per garantire un prodotto il più possibile senza residui.

Produrre una carota freschissima e di qualità è, dunque, possibile e lo è anche per aziende più piccole che però, a mio avviso, non devono improvvisare ma, appunto, programmare e cercare di aggregare l’offerta”.

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