Luca Brigo, direttore Patronato Inac Emilia Romagna
La Legge di Bilancio 2026 delinea un quadro di “ulteriori restrizioni” sulle uscite pensionistiche puntando sulla sostenibilità del sistema previdenziale.
Stop a Quota 103 e Opzione donna
Queste misure non sono state rinnovate per il 2026. Chi non ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025 non potrà più accedervi. Resta comunque valida la “cristallizzazione dei diritti”: chi ha raggiunto i requisiti entro i termini previsti dalle vecchie norme potrà andare in pensione in qualsiasi momento successivo.
Conferma dell’Ape Sociale
Viene prorogato per tutto il 2026 l’anticipo pensionistico per le categorie protette (caregiver, disoccupati, invalidi civili e lavori gravosi). I requisiti restano fissati a 63 anni e 5 mesi di età e 30-36 anni di contributi.
Età pensionabile e speranza di vita
Per tutto il 2026 l’età per la pensione di vecchiaia resta bloccata a 67 anni. Tuttavia, la manovra apporta modifiche sulla finestra applicata: dal 2027 scatterà l’incremento di +1 mese e di +2 mesi complessivi nel 2028.
Incentivo al posticipo (Bonus Maroni)
Confermato il bonus per chi, pur avendo i requisiti per la pensione anticipata, decide di restare al lavoro. La quota di contributi a carico del lavoratore (circa il 9,19%) viene erogata direttamente in busta paga come aumento del netto.
Rivalutazione e Minime
Gli assegni vengono adeguati all’inflazione (stimata intorno all’1,4% per il 2026). Per le pensioni minime, l’incremento delle maggiorazioni sociali diventa strutturale, con un aumento che può arrivare fino a 260 euro annui per i redditi più bassi.
Le misure per la famiglia invece puntano a sostenere i costi dei nuovi nati e a favorire la permanenza delle madri nel mercato del lavoro.
Bonus nuovi nati 2026
È la principale novità. Si tratta di un contributo una tantum fino a 1.000 euro per ogni figlio nato o adottato nel 2026. Il beneficio è destinato ai nuclei con Isee fino a 40.000 euro.
Potenziamento Bonus mamme
Il bonus per le madri lavoratrici (dipendenti e autonome) con almeno due figli viene incrementato. L’importo sale a 60 euro mensili (720 euro annui), erogati in un’unica soluzione o mensilmente, a condizione che il reddito non superi i 40.000 euro.
Assegno Unico e universale
Gli importi e le soglie Isee sono stati adeguati al costo della vita. Per il 2026, l’importo massimo sale a 203,80 euro per figlio (con Isee sotto i 17.468,51 euro), mentre il minimo è di 58,30 euro. La “Prima Casa” viene ora esclusa dal calcolo del patrimonio ai fini Isee, permettendo a molte famiglie di accedere a scaglioni di assegno più alti.
Congedi parentali e malattia figlio
I congedi parentali sono estesi fino ai 14 anni di vita del figlio (precedentemente 12). I giorni di permesso per malattia del figlio (fascia 3-14 anni) raddoppiano, passando da 5 a 10 giorni all’anno per genitore.
Carta “Dedicata a Te”
Confermato il fondo per la social card da 500 euro destinata all’acquisto di beni alimentari e carburante per i nuclei familiari con Isee inferiore a 15.000 euro.



