Vendemmia 2016, a Reggio Emilia c’è qualità e +10% nella produzione di uve - Agrimpresaonline Webzine

Vendemmia 2016, a Reggio Emilia c’è qualità e +10% nella produzione di uve

Dicembre 2016

REGGIO EMILIA – Dopo il calo del 3% registratori nel 2015, la vendemmia 2016 ha fatto segnare un aumento del 10% della produzione di uve nella nostra provincia, attestandosi a 1.514.000 quintali (un 12% in più rispetto alla media degli ultimi dieci anni).

Il bilancio della campagna tracciato da Confcooperative parla di un andamento produttivo piuttosto diversificato in ambito provinciale, con le aree di collina sostanzialmente stabili e quelle di pianura – laddove si concentra la maggior parte dei vigneti – in crescita su valori che vanno dal 6 al 20%. “I dati delle cantine sociali, che da sole rappresentano oltre il 90% della produzione reggiana – spiega Alberto Lasagni, responsabile delle coop agricole e agroalimentari di Confcooperative – evidenziano un ottimo risultato qualitativo, con un grado zuccherino medio (17,59) tra i migliori dell’ultimo quinquennio”.

A trainare gli incrementi produttivi è stata soprattutto l’Ancellotta (che rappresenta circa la metà del raccolto, con oltre 781.000 quintali), mentre per tutti i Lambruschi e le uve bianche di collina si è registrata una flessione dell’1,2% (poco più di 732.000 quintali). “È ancora presto – sottolinea Lasagni – per parlare dei possibili andamenti di mercato. L’inversione di tendenza che ha caratterizzato la produzione italiana (che nel 2015 era invece aumentata quasi del 16%), unita all’elevata qualità delle uve, al buon andamento delle esportazioni e alla leggera ripresa dei valori relativi al reddito disponibile delle famiglie italiane, vanno comunque a determinare condizioni un pò più interessanti per quei Lambruschi che ancora stanno scontando un mercato non favorevole.

In direzione di questo rilancio, che significa principalmente accrescere la redditività, vanno anche tutte le azioni messe in atto dalle cantine sociali reggiane, che in ammodernamenti tecnologici, ricerca, promozione e azioni su nuovi mercati stanno realizzando investimenti di poco inferiori agli 8 milioni di euro”. Si guarda con qualche preoccupazione all’andamento di mercato, che segue un percorso del tutto distinto da quello dell’Ancellotta, che per i Lambruschi della passata vendemmia, ha chiuso le vendite con una perdita di valore anche del 40% rispetto allo stesso periodo dell’annata precedente. Purtroppo, le voci sul prezzo di liquidazione delle uve del 2015 che i produttori reggiani arriveranno a percepire, parlano di valori medi che oscilleranno fra i 30 ed i 40 euro a quintale uva. Questo però grazie al contributo dell’Ancellotta che permette di incrementare la media.

A livello di reddito va considerato che nel 2015 un ettaro di vigneto coltivato a Lambrusco ha generato una produzione lorda vendibile di circa 4.500 euro, quando la stessa superficie di varietà Ancellotta ha prodotto un fatturato di 7.500 euro.

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