Vendemmia, l’annata si prospetta eccellente - Agrimpresaonline Webzine

Vendemmia, l’annata si prospetta eccellente

06/09/2013

Claudio Ferri

DALLA REDAZIONE – Fresco di notte, caldo di giorno: sono le condizioni ottimali per conferire alle uve i profumi e gli aromi che troveremo anche nei vini emiliano romagnoli.

L’annata vitivinicola sembra promettere bene e ci si avvicina ad una annata nella media in termini di quantità, peraltro senza particolari problemi fitosanitari. L’annata è ‘in ritardo’ di una decina di giorni rispetto al 2012, ma rientra nelle media stagionale delle vendemmie. L’evoluzione climatica di quest’anno ha riportato quindi nel periodo usuale le operazioni di raccolta che rispetto alle ultime tre vendemmie inizieranno dopo la prima decade di settembre per le uve bianche pignoletto e albana (ad eccezione di chardonnay e moscato per le quali è già iniziato il raccolto),  per continuare dalla metà di settembre con i vitigni lambrusco in Emilia e verso la fine di settembre con il sangiovese.

“È una annata potenzialmente eccezionale – commenta Giordano Zinzani, presidente del Consorzio Vini di Romagna – perché è ritornata una annata ‘tradizionale’ dopo anni in cui abbiamo anticipato la vendemmia. ‘Portare avanti’ la raccolta – spiega – dovrebbe facilitare la qualità perché c’è una maturazione complessiva del grappolo, oltre alla componente zuccherina. Se il clima regge per i vitigni romagnoli sarà un 2013 interessante in qualità, ma anche dal punto di vista quantitativo: le stime attuali indicano un incremento produttivo di circa il 12-15% sulla vendemmia precedente”.

Anche il Consorzio tutela vini dell’Emilia rileva una maggiore qualità nelle uve bianche e rosse, anche se “il clima piovoso ha influito negativamente sull’impollinazione del vitigno lambrusco di Sorbara che presenta una diffusa acinellatura dei grappoli.
Nel periodo estivo si è verificata la naturale escursione termica giorno-notte che è un elemento climatico positivo anche per le uve lambrusco – osserva ancora il Consorzio emiliano – che si presentano con un ottimale equilibrio dei costituenti, eccellente per ottenere prodotti fragranti e ricchi di profumi. Le stime delle principali varietà di lambrusco coltivate nelle province di Modena e di Reggio Emilia – rileva ancora il Consorzio tutela vini dell’Emilia – sono orientate ad indicare una quantità complessiva di 2.400.000 quintali di uve, che in pratica conferma la produzione di uve lambrusco ottenute nel 2012”.

Infine l’uva moscato: è un vitigno non molto diffuso, ma che sta interessando i produttori. Quest’uva, infatti, da alcuni anni è stata messa a dimora per soddisfare la richiesta in aumento sui mercati. Nel modenese, ad esempio, ci sono a tutt’oggi oltre 50 ettari di questa varietà.

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