Grande successo per “Non c’è agricoltura senza agricoltori” - Agrimpresaonline Webzine

Grande successo per “Non c’è agricoltura senza agricoltori”

Ottobre 2014

Successo di pubblico e soprattutto grande interesse per l’iniziativa “Non c’è agricoltura senza agricoltori” organizzata da Cia Ferrara per informare i consumatori sulla situazione delle aziende agricole a rischio chiusura per l’assenza di reddito registrato nel 2014.

Nel corso delle giornate informative di Ferrara, Argenta, Poggio Renatico e Copparo è stata distribuita, insieme a un omaggio di frutta prodotta sul territorio, una nota informativa contenente i costi di produzione dei prodotti agricoli, i prezzi pagati agli agricoltori per quegli stessi prodotti e il ricavo per gli agricoltori.

Purtroppo questi sono numeri – fonte Centro ricerche produzioni vegetali di Cesena, Università degli Studi di Bologna Camera di commercio di Bologna e Ferrara – che quest’anno registrano, per la quasi totalità dei prodotti, il segno negativo.

Per le mele la quotazione della Camera di commercio è di 0,34 euro/kg e il costo di produzione per l’agricoltore è di 0,35 euro/kg, con un segno negativo di 0,1 cent/kg; per le Pere Abate il prezzo pagato è di 0,42 euro/kg mentre il costo di produzione è di 0,61 euro/kg, una perdita di 0,19 cent/Kg; per le pesche la quotazione è 0,35 euro/kg ma il costo di produzione è di 0,48, più alto di 0,13 cent/kg. Non va certo meglio per la fragola pagata alla produzione 1,10 euro/kg e costata all’agricoltore ben 1,38 euro/kg con un disavanzo di 0,28 cent/euro, mentre c’è un sostanziale pareggio per i meloni – 0,30 il prezzo e 0,30 il costo di produzione – e un timido segno positivo per la patata, + 0,6.

Obiettivo della manifestazione promossa dalla Cia era quello di far riflettere l’opinione pubblica su differenze che potrebbero sembrare irrisorie, perché viene da pensare: cosa vuoi che siano pochi centesimi?

In realtà in quei pochi centesimi in più o in meno c’è la differenza tra l’agricoltura italiana, sana e di qualità e letteralmente la non-agricoltura. I conti sono davvero semplici: se un’azienda va in pareggio può pensare di sopravvivere per qualche anno, ma invecchia perché non fa investimenti; se un’azienda ha un margine continuare a produrre e può fare investimenti, ma se il segno è sempre negativo, se i prodotti vengono pagati meno di quello che costano all’agricoltore allora un’azienda agricola, come qualsiasi altra, fallisce.

Nel 2014 il rischio di chiusura per le aziende diventa concreto e con la cancellazione degli agricoltori a Ferrara spariranno anche le produzioni tipiche, controllate dai disciplinari di produzione che non vengono utilizzati per i prodotti esteri, quelli che siamo destinati a consumare se la situazione permane.
Molti cittadini e turisti si sono dunque avvicinati al punto informativo per chiedere informazioni e ascoltare la voce degli agricoltori.

Un incontro importante che, si augura Cia Ferrara, riesca a colmare almeno in parte la distanza tra produttori agricoli e consumatori, per rendere consapevoli tutti che così non si può continuare.

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