I cereali in balìa del mercato globale e soggetti a nebulose speculazioni

Maggio 2017

Claudio Ferri

BUDRIO (Bologna) – È un argomento spinoso, quello dei cereali, se non altro alla luce dei prezzi di mercato – alla produzione – che da anni sono ai minimi storici.

I margini per ottenere un reddito dignitoso per chi investe in questo comparto sono esigui e tutti i fattori produttivi vanno analizzati e soppesati: con questo spirito è stato promosso e realizzato a Budrio, dalla Cia di Bologna, un convegno che ha preso in esame i nuovi scenari a livello internazionale delle colture cerealicole.

Aggregazioni, qualità del prodotto, controlli e analisi della materia prima sono stati i temi affrontati da esperti che hanno spiegato i dettagli della filiera. Dopo il saluto del sindaco Giulio Pierini e del direttore della Cia di Bologna e Modena, Gianni Razzano, Andrea Villani della Borsa merci di Bologna ha presentato le stime produttive a livello globale dei cereali, dati che vengono resi noti dal Consiglio internazionale dei cereali e che fanno intravedere una crescita anche per il 2017/2108, con giacenze in lieve calo.

Se la produzione di frumento tenero, per uso zootecnico e umano, è in Italia di circa 3 milioni di tonnellate (ne arrivano da altri Paesi produttori 4,8 milioni di tons), il fabbisogno è più del doppio e arriva a circa 7 milioni.
Lo stesso vale per il grano duro, di cui produciamo circa 4,5 milioni di tons (l’import è pari a 2,8 milioni di tons) contro le 6 consumate: è evidente che il nostro paese importa grandi quantitativi dall’estero, grani di forza che sono molto richiesti dalla industria di trasformazione, pastai in primis. Per rendere l’idea, su 10 pagnotte di pane, 5 vengono prodotte con grano importato, e non va meglio per soia e mais, il cui consumo è quasi esclusivamente zootecnico: in questo caso l’importazione è veramente massiccia.
La tendenza all’aumento della ‘dipendenza’ dell’Italia da altri Paesi l’ha confermato anche Valentina Pellati, agenzia specializzata nelle informazioni di mercato, che ha evidenziato una progressione negli ultimi anni. Tra le cause, probabilmente, la disaffezione dei cerealicoltori per via di quotazioni molto basse, che non soddisfano le basilari condizioni economiche per coltivare frumento e mais. Tant’è che anche le superfici a livello nazionale sono in calo.
A condizionare i mercati, ha sottolineato la Pellati, sono stati innanzitutto le alte produzioni di granella che grazie alle condizioni meteorologiche favorevoli degli ultimi anni hanno riempito letteralmente i granai determinando elevati stock mondiali.

Ma il sospetto dei produttori è che gravi il peso di una diffusa speculazione ad opera dei grandi traders, gruppi internazionali che commercializzano derrate e che intrecciano con la finanza operazioni capaci di incidere sui prezzi mondiali dei cereali, ormai definiti oltreoceano e per buona parte dalla Borsa di Chicago, negli Stati Uniti.

A ciò si aggiunge il rafforzamento del dollaro e la politica dell’Argentina che ha, tra le altre cose, eliminato i dazi all’esportazione di grano e mais.

Il focus sull’aspetto contrattuale lo ha fatto Claudio Perrella, legale dello Studio LS Lexjus Sinacta, sottolineando l’importanza della giusta formulazione di un contratto. Portando un caso reale, ha spiegato come in caso di contenzioso, in una transazione sia importante la stesura dei contratti internazionali e la loro struttura, che devono essere precisi in tutti i dettagli al fine di evitare perdite economiche.

Qualità del prodotto alla consegna: questo capitolo è stato affrontato da Gianni Baccarini del Consorzio Quadra Bologna che ha precisato come controllare la qualità dei cereali alla consegna significa verificarne la conformità a requisiti definiti, che sono essenzialmente quelli legislativi (regolamenti europei e normativa nazionale) e contrattuali (contratti tipo, disciplinari). Quelli legislativi riguardano la destinazione d’uso del cereale (produzione e commercializzazione di alimenti o per la mangimistica). E qui entrano in campo le specifiche richieste dalla normativa sulla possibile presenza – e quantità – di aflatossine che la granella evidenzia all’analisi.
Baccarini ha poi ricordato i requisiti contrattuali che devono essere soddisfatti al momento del conferimento del prodotto (come ad esempio il peso specifico e l’umidità), fornendo inoltre indicazioni su certificati ed etichette. Infine, ha sottolineato l’importanza di una buona campionatura del cereale che è sempre una garanzia dell’effettiva qualità del prodotto consegnato.

Articoli correlati

WhatsApp chat

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Clicca ok per proseguire la navigazione e acconsentire all’uso dei cookie.