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Le ragioni delle imprese agricole

Maggio 2016

Claudio Ferri, direttore Agrimpresa

Comunicare il momento di difficoltà dell’agricoltura che stenta a fare reddito e allo stesso tempo ricordare il ruolo del settore primario che può dare opportunità di crescita economica.

La spinta propulsiva della mobilitazione promossa dalla Cia a livello nazionale viene da queste considerazioni che raccolgono numerosi punti di criticità. Il 5 maggio (per pura casualità è una data ‘manzoniana’che ricorda l’ode scritta dal poeta nel 1821) nei capoluoghi di regione gli agricoltori renderanno pubbliche le loro ragioni, parleranno di agricoltura concreta e di imprese, della loro potenzialità nell’assicurare non solo derrate alimentari, ma anche occupazione e sviluppo economico.

Le aziende agricole hanno bisogno di interventi che debbono concretizzarsi ai diversi livelli per assicurare loro competitività e quindi sostenibilità: europeo, nazionale e regionale.

La Confederazione con l’evento del 5 maggio chiede risposte politiche e strategiche che ruotano attorno a tre sostanziali filoni, ovvero il reddito, il rapporto con la pubblica Amministrazione e la tutela dell’impresa. Il tema dei costi di produzione non è nuovo, fattore che crea uno squilibrio sulla distribuzione del valore lungo la filiera a scapito dei produttori. Su questo punto la Cia propone alcune modifiche della Pac come, ad esempio, l’incremento dei pagamenti accoppiati dei settori in crisi.

Una economia contrattuale più equa e trasparente, attività di promozione ed educazione alimentare per un consumo consapevole dei cittadini sono le richieste messe in campo dalla Confederazione che chiede alla pubblica Amministrazione più semplificazioni ed efficienza, a partire dagli organismi pagatori.

Innovare i tanti ‘apparati intermedi’ non più rispondenti alle esigenze delle imprese è un’altra sottolineatura che porta avanti la Cia, facendo un esplicito riferimento all’Aia. Il grande tema della tutela dell’impresa è il terzo punto che l’Organizzazione agricola evidenzia: è necessaria una normativa per la difesa del territorio, il consumo del suolo e la stabilità idrogeologica. In questo capitolo va messo al centro il ruolo delle imprese agricole che da sempre sono una ‘telecamera di sorveglianza’ sempre attiva, capace di intervenire in tempo reale: una funzione che gli va riconosciuta e che va quantificata in termini economici.
Allo stesso tempo le campagne chiedono più sorveglianza e sicurezza perché c’è un incremento esponenziale di furti, ma anche inquietanti pressioni da parte della criminalità organizzata.

Infine la Cia segnala nuovamente il problema degli ungulati la cui eccessiva densità minaccia le colture e le tasche dei produttori.

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