Pac e semine cereali: norme sulla condizionalità

Ottobre 2013

Enrico Bergami, Caa Cia

La “condizionalità” impone, all’agricoltore che riceve contributi comunitari a fronte della presentazione di domande Pac/Psr, il rispetto di norme e comportamenti tra i quali evidenziamo il rispetto dell’avvicendamento colturale e l’introduzione/mantenimento delle fasce tampone.

Il non rispetto di tali norme può causare una riduzione dei contributi fino al suo azzeramento. Qualora venissero riscontrate anche eventuali “colpe gravi” riguardanti  l’inquinamento ambientale si rischiano anche sanzioni penali.

Avvicendamento delle colture

Al fine di favorire l’avvicendamento delle colture sullo stesso appezzamento di terreno agricolo, non potranno avere una durata superiore a cinque anni le monosuccessioni dei seguenti cereali: frumento duro, frumento tenero, triticale,spelta, segale, orzo, avena, miglio, scagliola, farro, mais e sorgo.
Non interrompono la monosuccessione le colture intercalari di secondo raccolto.
La successione dei seguenti cereali: frumento duro, frumento tenero, triticale, spelta, segale, orzo, avena, miglio, scagliola, farro, viene considerata come monosuccessione dello stesso cereale. Pertanto, anche la loro alternanza è considerata monosuccessione.
È quindi evidente che, chi ha fatto monosuccessione nei termini sopra specificati già per cinque anni sullo stesso appezzamento (dal 2008 al 2013), con le prossime semine dovrà interromperla per non incorrere in violazione della norma.

Fasce tampone lungo i corsi d’acqua”

Per fascia tampone si intende una fascia stabilmente inerbita spontanea o seminata, oppure arbustiva od arborea, spontanea od impiantata, di larghezza di 5 metri.
L’ampiezza della fascia tampone viene misurata prendendo come riferimento il ciglio di sponda; i 5 metri devono considerarsi al netto della superficie eventualmente occupata da strade, eccetto i casi di inerbimento, anche parziale, delle stesse.
È obbligatorio per l’agricoltore introdurre le fasce tampone: lungo i corpi idrici superficiali di torrenti, fiumi e canali, ma sono esclusi:

  •  le scoline e fossi collettori;
  •  gli adduttori d’acqua per l’irrigazione;
  •  nei corpi idrici pensili;
  •  nei corpi idrici provvisti di argini rialzati rispetto al campo coltivato.

L’elenco preciso dei canali artificiali in prossimità dei quali è necessario mantenere o introdurre la fascia tampone è a disposizione presso gli uffici dell’Organizzazione e del Caa.
Non è obbligatoria la fascia tampone negli oliveti, nel pascolo permanente e nelle risaie.

Le fasce tampone non possono essere lavorate, escluse le lavorazioni di preparazione (es. se si decide di seminare erba è implicito che si deve lavorare il letto di semina, ma quando l’erba è insediata, quella fascia di 5 metri non si può lavorare). Però se i terreni ricadono nelle aree montane svantaggiate, identificate secondo la Direttiva Cee 268/75, la fascia di terreno di 5 metri occupata dalla fascia tampone può essere lavorata. Per informazioni più dettagliate si consiglia di contattare i Tecnici presso gli uffici territoriali Cia.

Articoli correlati

WhatsApp chat

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella privacy policy. Clicca ok per proseguire la navigazione e acconsentire all’uso dei cookie.