Sanità in Romagna: obiettivo migliorare i servizi sul territorio di area vasta

Gennaio 2015

RAVENNA – Un anno fa, di questi tempi, in Romagna era in atto una forte discussione attorno ad un grande progetto che riguardava il sistema sanitario territoriale della Romagna (Sanità area vasta). Un progetto ambizioso che mette in rete le tre province romagnole di Rimini, Forlì–Cesena e Ravenna, con un milione e centocinquantamila utenze. Un territorio omogeneo ma complesso, con pianura, collina, montagna e mare. Se gli abitanti standard sono quelli citati, nel periodo tardo primaverile ed estivo si arriva, attraverso il turismo a numeri esorbitanti.

Il progetto ad un anno dal suo avvio non ha ancora dato segnali di cambiamento rispetto al passato. Siamo ancora in fase interlocutoria, anche se alcune cose si sono messe in movimento, vedi la partenza di alcune “case della salute” in comuni importanti, l’unificazione dei Cup per le prenotazioni di visite specialistiche per riuscire a ridurre le liste di attesa con l’aggiunta del sistema privato all’interno di tale servizio con convenzioni specifiche. Partendo da un punto di vista personale, credo che quello che si è messo finora sul bracere sia un po’ poco. Non siamo a conoscenza di come si intenda coprire un territorio così vasto con servizi tipo quelli dell’ assistenza ai più bisognosi. Le case della salute sono una grande idea e conquista, devono però essere presenti anche nei territori lontani da centri ospedalieri ben attrezzati. Il territorio collinare e montano è quello da monitorare di più e tenere in forte considerazione per le problematiche che si presentano, di distanza, di percorso molte volte impervio, di servizi pubblici in molti casi carenti e non meno importante la presenza di una forte comunità anziana. Anche in pianura si devono considerare le distanze, pensando ad alcune realtà del ravennate con migliaia di cittadini, lontane 20/25 km dal centro meglio attrezzato. Tutto questo preoccupa, non poco.
Come Anp-Cia della Romagna dobbiamo porci per l’anno 2015 l’obbiettivo di andare ad interloquire con i massimi dirigenti di questa nuova “auslona” così in gergo viene chiamata, per capire in quale direzione intendono andare, per dare un migliore servizio sul territorio attraverso questa grande riorganizzazione della sanità mai fatta in Italia. Dal progetto si evidenzia un risparmio ed allo stesso tempo un miglioramento dei servizi. L’obiettivo è molto giusto, ma bisogna realizzarlo in tutte le sue parti per far sì che l’utenza sia contenta. Bisogna evitare di prendere direzioni errate al fine di non provocare confusione e scontento tali da mettere in forte discussione tale scelta!
Noi non vogliamo che succeda tutto questo, dobbiamo dunque attivarci per chiedere chiarimenti, mettere in campo proposte e fare un percorso attraverso verifiche affinchè i nostri associati e l’insieme dell’utenza del contesto nel quale noi operiamo, si sentano meglio tutelati. Credo che questo sia il minimo che noi dobbiamo fare come Anp delle province Cia coinvolte in questo meraviglioso territorio che è la Romagna.

Wiliam Signani
presidente Anp Ravenna

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