Sapori d’Appennino, 120 aziende coinvolte - Agrimpresaonline Webzine

Sapori d’Appennino, 120 aziende coinvolte

Gennaio 2015

RUBIERA (Reggio Emilia) – “È possibile organizzare le imprese dell’agroalimentare e del turismo e, così, farle incontrare con la domanda di agroalimentare e ricettività. Sono 120 le aziende emiliane che si sono iscritte volontariamente al paniere del progetto di softeconomy ‘Sapori d’Appennino’ conseguendo importanti obiettivi. Concluso il progetto, oggi rinnoviamo questo patto in vista della nuova programmazione dello sviluppo rurale”; sono le parole di Luciano Correggi, presidente del Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano che, alla Corte Ospitale di Rubiera, ha tirato le somme del progetto interprovinciale avviato nel 2013.

Delle 120 aziende coinvolte nel paniere, 43 sono di Reggio Emilia, 34 di Modena, 22 di Parma, 16 di Bologna, 5 di Piacenza. Esse esprimono una rappresentanza di 38 categorie di prodotti agroalimentari (dalle confetture agli ortaggi, ai prodotti Dop e Igp) e 7 tipologie di servizi turistici (rifugi, alberghi, guide, ristoranti…).

Il progetto è iniziato a primavera 2013 e ha svolto sia azioni comuni che azioni mirate di coaching sulle aziende stesse. Il sito www.saporidiapppennino.it, è stato visitato da oltre 9.000 utenti diversi dal 1 novembre 2013, affiancato dall’attività di webmarketing associata (con 707 iscritti alla newsletter). Quindi brochure e allestimenti per la partecipazione a fiere, affidate ai parchi, e ad eventi.
“L’Appennino emiliano se si presenta unito come destinazione turistica e sa collegare le valenze ambientali del territorio, oltre alle peculiarità delle produzioni agroalimentari, riesce ad essere competitivo. I risultati del progetto di cooperazione lo dimostrano – ha affermato Filippo Lenzerini, coordinatore del progetto -. In questo i Parchi possono avere un ruolo importante di stimolo nei confronti delle imprese, che però devono essere protagoniste di azioni di marketing territoriale coordinandosi, collaborando, creando alleanze intersettoriali tra turismo e agroalimentare”.
Un progetto di cooperazione dove capofila è stato il Gal Antico Frignano e Appennino Reggiano, partner sono i Gal Appennino Bolognese e Gal Soprip, coofinanziatori il Parco Appennino Tosco-Emiliano, Ente di Gestione Parchi e delle biodiversità Emilia Centrale, Emilia Orientale, Emilia Occidentale, i Parchi del Ducato, Consorzio Carni bovine dell’Appennino Bolognese, il Consorzio dei Vini colli Bolognesi. E tra i sostenitori i Parchi del Cuore di Bologna.

“Un progetto innovativo che, in una Italia che deve cambiare, mostra i ruoli che competono a pubblico e privato. Ha fatto percepire la qualità e la tradizionalità delle produzioni, assieme alla capacità di avviare promocommercializzazione”. ha detto Gian Battista Pasini, moderatore della giornata e presidente Ente di Gestione dei Parchi e Biodiversità Emilia Centrale: “Un progetto che deve avere continuità”.
Per il futuro l’obiettivo è alzare l’asticella del disciplinare, semplice burocraticamente, per l’aspetto qualificativo. Quindi rafforzare la qualificazione delle aziende: questo dovrà avvenire a livello di Appennino emiliano.

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